Posted by Simona Fazio


NUOVI CONCETTI

Ecco cosa succederà verso maggio di quest’anno nel pieno centro di Roma, finalmente un tocco di modernità!

potremo passeggiare per via del Corso ed essere immersi in situazioni come quelle del “famolo strano”…la composizione non ci interessa, vogliamo solo stupirci, tanto in fondo, che ci rimane oltre questo.

Nulla di personale contro “Fuffas” solo mi chiedo se ci piacerà così tanto vedere palazzo Benetton con una protesi che lo sovrasta.

Gli innesti sono una cosa assolutamente indispensabile se si vuole in qualche modo riqualificare o “modernizzare” l’antico ma mi viene naturale chiedere da cosa si sia partiti?qual’è lorigine?perchè così e non in un altro modo?

Sicuramente nei prossimi mesi lo scopriremo…nel frattempo bramo il momento in cui mi sedrò li dentro (dentro dove?)per  un buon caffè!

Posted by Simona Fazio


http://prospettivesm.tumblr.com/post/3462710416/in-big-we-trust-copenhagen-denmark-new


IN BIG WE TRUST

Copenhagen, Denmark

New waste treatment plant in Copenaghen

WASTE-TO-ENERGY PLANT

BIG -Bjarke Ingels Group/TOPOTEK 1/MAN MADE LAND

“The new plant is an example of what we at BIG call Hedonistic Sustainability – the idea that sustainability is not a burden, but that a sustainable city in fact can improve our quality of life. The Waste-to-Energy plant with a ski slope is the best example of a city and a building which is both ecologically, economically and socially sustainable”, Bjarke Ingels Founder and Partner, BIG.

Posted by Michela Romano


http://prospettivesm.tumblr.com/


PROGETTI VECCHI PER GENTE VECCHIA

Siamo alle solite! il binomio antichità/architettura non è ancora risolto.

Ci si ritrova a dover intervenire sull’antico pensando che l’unica soluzione plausibile sia progettare il “moderno”.Non bastano soltanto la tecnologia o i requisiti di biocompatibilità a far si  che un progetto manifesti “lo spirito del tempo”, ma è indispensabile anche che a livello formale il disegno esprima una contemporaneità.

I progetti nascono come sotto una campana di vetro; in Italia e in maniera più specifica a Roma si progetta con lo spirito del “si guarda ma non si tocca”, la burocrazia, l’ignoranza e il provincialismo dilagante fanno da sfondo ad un presente che è già passato facendo da capro espiatorio a situazioni ferme e stantie.

E’ così che nasce a Roma il progetto del nuovo mercato di Testaccio, dove al vecchio si sostituisce il vecchio e dove l’immagine frammentaria della tipologia del mercato è caratterizzata da un red carpet in cemento.Si prova pena guardando lo scheletro strutturale di quello che sarà; dalla ragnatela di profilati metallici esce fuori una voce che implora di non andare avanti con tamponature al penultimo grido e pensiline che solcano come tavole da surf le coperture delle cellule del frutta e verdura.

Forse gli abitanti della zona saranno felici di passare le mattinate all’interno di questo piccolo centro commerciale;i momenti di aggregazione e le frasi tipiche del tipo “tante care cose a lei e famiglia” saranno confinate in un luogo che è ad un attimo dal punto di partenza:CASA.Finalmente non si sarà più costretti a fare i chilometri ogni fine settimana fino a Roma est o porta di Roma e il progetto quindi assumerà l’immagine di “un qualcosa”  ben riuscito e ben impiantato nel contesto.

Che dire!obbiettivo raggiunto!

Forse qualche anziano stanco, ingenuamente, solleverà qualche ovvia lamentela perché  abituato alla lamiera e alla puzza del pesce, ma noi non rinunceremo mai alla nostra condizione di privilegio e benessere e chineremo la testa all’ennesimo progetto giusto, utile, vecchio, non troppo invasivo e assolutamente borghese.

Posted by Simona Fazio


http://prospettivesm.tumblr.com/post/2842221648/design-offers-a-new-possibility-to-seoul-and-all

_DESIGN OFFERS A NEW POSSIBILITY TO SEOUL AND ALL SEOULITES_

DALLA PADELLA ALLA BRACE
Seoul,per anni nelle mani di imprenditori aguzzini che hanno fagocitato ettari di terra incontaminata in cambio di un copia incolla di grattacieli di dubbia qualità estetica,ha deciso di dire basta.
Indicendo concorsi di riqualificazione di grandi aree a livello internazionale,la città vuole crearsi una propria identità architettonica e culturale che riporti una dignità qualitativa all’ambiente ed ai suoi abitanti.
Qui entra in ballo l’Arch. Hadid, vincitrice nel 2007 dell’ International Competition Design per la riqualificazione di un’area centrale di Seoul,‘the Design Plaza and Park’ nel quartiere di Dongdaemun,sopra le ceneri del vecchio stadio  della città.

[METONYMIC LANDSCAPE]
Il progetto nasce concettualmente come la creazione di un landscape che possa riunire in sè tutte le caratteristiche storiche,culturali,sociali,urbane ed economiche della città.
Metonimicamente parlando.
Per i piu ignoranti in materia,metonimia è un’espressione retorica utilizzata per descrivere indirettamente un oggetto sostituendo un termine proprio
con un altro appartenente allo stesso campo semantico, che abbia col primo una relazione di contiguità logica o materiale
(esempio-oggi devo studiare Foscolo / le opere di Foscolo-thanks to wikipedia)
Quello che scaturisce da questa intensa attività cerebrale è nientemeno che una massa informe che si muove come un fluido su un prato verde,giustificata dal termine ‘spatial flexibility’.

Siamo alle solite.
La Sig.ra Hadid non riesce a contenersi e,indorata la pillola con elugubrazioni teoriche e concettuali che attirano consensi da tutte le teste benpensanti,sforna,in preda a fasi di delirium tremens, altissimi esercizi stilistici di modellazione 3d.
Cosi nasce la DDP (Dongdaemun Design Plaza),che,ironia della sorte,ci ricorda moltissimo il DDT (diclorodifeniltricloroetan-il primo insetticida moderno).
Metonimicamente parlando.

L’identità dei seouliani è così pesticizzata,annientata e rimodellata da un virtuosissimo serpentone solo,egocentrico e arrogante che di sicuro attirerà i riflettori su di sè.
Ma piu’ che alla prima dell’opera,sembrerà di essere alla penultima serata del Circo Togni.

Posted by Michela Romano



SUPERSTUDIO

…sunday visions…




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